Il Comune di Liscate valorizza “Prima Vera”, un murale di 120 mq realizzato da quattro artiste come opera corale dedicata alla figura della donna. Attraverso una serie di scene e archetipi, il lavoro racconta la pluralità di identità, sguardi ed esperienze femminili, celebrandone la forza spirituale e quotidiana.

Descrizione opera

“Prima Vera” è un murale di 120 mq che ha impegnato quattro artiste nella realizzazione di un’opera corale dedicata alla figura della donna.

 

L’apparato figurativo è articolato in una serie di scene in cui la femminilità si manifesta nelle sue forme archetipiche, raccontandone la pluralità di sguardi, le esperienze e le identità; celebrandone, sostanzialmente, la forza spirituale e quotidiana.

GIORGIO BARBIERI

Gioquellove

Ha intrapreso il mio percorso nell’arte iniziando dagli acquerelli, per poi muoversi verso formati sempre più grandi, fino a seguire numerosi interventi di riqualificazione e dedicandomi a relativa formazione, organizzazione ed eventistica.

Ha iniziato il suo percorso artistico con gli acquerelli, per poi esplorare altri formati, passando al digitale, a supporti più grandi, fino ad occuparsi di progetti di ampio respiro e dedicarmi allo sviluppo di nuove sperimentazioni legate al mondo dell’arte.

 

Senza radici, cerca nuove espansioni: dai paesaggi ai soggetti, dai sogni ai colori.

 

La perfezione viene sacrificata sull’altare dell’espressione. L’estetica contemporanea è plastificata dal freddo: per questo motivo ritaglia spesso tratti insoliti. Sono molti i modi in cui l’essere umano percepisce il mondo, la maggior parte dei quali nasce dagli occhi. Nutrire questi sensi è il compito dell’artista visivo.

 

Queste artiste, grazie al supporto del Comune di Liscate e di Infinite Officine, hanno dato forma a una visione collettiva di equilibrio e libertà, un inno visivo alla ciclicità della vita, alla creatività e alla presenza femminile nello spazio pubblico.

Artiste

Le artiste hanno realizzato un soggetto ciascuna, avendo così modo di rappresentare la loro idea di donna in libertà

Giulia De Vita

La figura centrale dell’opera è un soggetto femminile che procede a braccia aperte, circondato da elementi naturali. L’immagine richiama l’archetipo di Madre Natura, una forza selvatica e selvaggia, in stretto legame coi cicli della vita e della creazione, alla quale la donna è intrinsecamente connessa.

 

Giulia De Vita, 23 anni, è laureanda in pittura all’Accademia di Brera; la sua ricerca si muove tra diversi media, sempre guidata dalla ricerca di nuove e profonde relazioni fra l’essere umano e le forze della natura.

Giulia Marchini

La mia donna emerge con le mani sui fianchi e lo sguardo rivolto al mondo, come radicata e al tempo stesso in cammino. Il suo corpo, solido e luminoso, racconta la libertà di abitare lo spazio senza timore, con la forza calma di chi sa chi è. Il gesto delle braccia diventa segno di coraggio e appartenenza: un invito a restare salde nelle proprie radici e insieme aperte al futuro. 

 

Giulia Marchini, milanese, classe 1992. Visual designer, illustratrice, disegnatrice tessile: comunicare attraverso l’immagine è il suo lavoro. La sua visione creativa abbraccia l’uso dei mixed media, valorizzando il dialogo tra l’analogico e il digitale.

Ambra Iori

Prendendo ispirazione dalla vita delle nostre campagne, la figura della ragazza seduta a gambe incrociate rappresenta una delle “Guardiane delle terre comuni”. Queste donne avevano il compito di sorvegliare i terreni condivisi dalla comunità, utilizzati per la coltivazione o il pascolo. Non solo custodi della terra, ma anche protettrici della giustizia rurale, le Guardiane sapevano bilanciare le esigenze dell’uomo con quelle della natura, difendendo i terreni da ogni abuso. Rappresentano una protezione discreta, ma potente: una tutela silenziosa che la natura, se ascoltata, insegna senza bisogno di parole.

 

Ambra Grande in Arte, laureata in Pittura presso l’accademia di Belle Arti di Brera, si serve di più tecniche artistiche per riflettere sullo spazio interiore e circostante dell’essere umano, con l’obbiettivo di conoscere il suo ampio potenziale.

Margherita Yoko Finardi

Nel murale, l’artista raffigura una donna che danza con due cerchi. Il soggetto rappresenta la dimensione reale, giocosa e dinamica della donna, capace di trasformare lo spazio in movimento e vitalità, riprendendo il contatto col proprio corpo e lo spazio. La figura, energica, è tesa in un gesto di equilibrio e libertà, trasmettendo apertura e leggerezza.

 

Originaria di Bergamo, Margherita Yoko Finardi attraversa i linguaggi visivi contemporanei lavorando principalmente con illustrazioni, murales e collage digitali. Le sue opere intrecciano la sensibilità figurativa con forza del colore, trasformando esperienze intime e riflessioni sociali in visioni condivise; l’arte per lei è un atto di presenza e relazione con lo spazio urbano.

Task

Restyling Urbano

  • Client

    Comune di Liscate

  • Anno

    2025

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